Cosmomed

Hic abundant leones
COSMOMED teorizza lo slow happening attraverso una rielaborazione fenomenologica dell’uso della Performative Turn, capace di attuare un cambiamento paradigmatico delle Scienze Umane, così da renderne più chiaro il ruolo in un contesto comunitario. La forza sempre più palese della performance, come atto concreto di fusione tra arte e fruizione, assume il duplice compito di contestualizzare la ricerca scientifica in uno spazio-teatro che del Situazionismo coglie il carattere rituale e collettivo, aprendo nuove vie di riflessione e possibili strade da percorrere. COSMOMED può quindi essere inteso come un momento fortemente performativo in cui l’interazione luogo–contenuti–attori–pubblico si fa generatrice di esperienze affatto prevedibili, dal carattere effimero e paradossale – un arricchimento -, rispetto al senso positivista della ricerca che qui mai si finge, ma si svolge all’interno del COSMOLAB.
COSMOMED è uno spazio utopico per l’utopia del cosmopolitismo, posto com’è sotto il suo cielo stellato. Fronteggia il mare come uno scoglio su cui arrampicarsi sopra i mattoni di malta e Storia, crocevia di popoli in cammino su ponti liquidi. COSMOMED è rifugio dal “tempo senza epoca”, come lo definisce Mario Tronti riferendosi al contemporaneo, perché la ricerca non si arresta ma continua ancora e ancora. COSMOMED è archivio vivente di emozioni con la sua mostra TRACCE che ci immerge nella sacralità, nel rispetto dell’individuo e della collettività, ovunque siano, sotto gli occhi fatti di sole dei bambini, le mani degli artisti, il pensiero di chi sogna, di chi ama intensamente, di chi piange, si dispera, prega, fugge, vive o scompare.
COSMOMED è una trincea di libri con la sua BIBLIOTECA in TRANSITO che offre protezione contro i gelidi venti dell’inverno dello spirito.
COSMOMED è il centro ideale di una mappa fisica ed emotiva, dove per quindici giorni è d’obbligo il passaggio ma attenzione: hic abundant leones.

Efisio Carbone

Hic abundant leones
COSMOMED theorizes the slow happening through a phenomenological re-elaboration of the use of the Performative Turn, able to implement a paradigmatic change in Human Sciences, to make its role in a community context clearer. The increasingly evident force of performance, as a concrete act of fusion between art and fruition, takes on the dual task of contextualizing scientific research in a space-theatre that captures the ritual and collective character of Situationism, opening new avenues of reflection and possible paths to go through. COSMOMED can, therefore, be understood as a highly performative moment in which the interaction between place – content – actors – audience becomes the generator of unpredictable experiences, with an ephemeral and paradoxical character (enrichment) with respect to the positivist sense of research that is never pretended here, but takes place inside the COSMOLAB.
COSMOMED is a utopian space for the utopia of cosmopolitanism, placed as it is under its starry sky. It faces the sea like a rock on which to climb over the bricks of History, a crossroads of travelling peoples on liquid bridges. COSMOMED is a refuge from the “time without epoch”, as Mario Tronti defines it referring to the contemporary because the research never stops but continues again and again. COSMOMED is a living archive of emotions with its exhibition TRACCE that immerses us in the sacredness, in the respect of the individual and the community, wherever they are, under the solar eyes of children, the hands of artists, the mind of those who dream, of those who love intensely, of those who cry, despair, pray, escape, live or disappear.
COSMOMED is a trench of books with its TRANSIT LIBRARY that offers protection against the icy winds of the winter of the soul.
COSMOMED is the ideal centre of a physical and emotional map, where the transition is mandatory for fifteen days but beware: hic abundant leones.
Efisio Carbone